Prato, due indagati per la morte di Luana

05 mag 2021

Si aggrava l'ipotesi di reato nei confronti della titolare dell'azienda e dell'addetto alla manutenzione dell'orditoio, il macchinario che ha ucciso Luana D'Orazio 22 anni, in una fabbrica tessile vicino a Prato. I due sono indagati, oltre che per omicidio colposo, anche per il reato di "rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro". Secondo l'ipotesi accusatoria i due avrebbero fatto rimuovere la saracinesca protettiva all'orditoio, un grande attrezzo meccanico protagonista di una delle fasi di lavorazione del filato, produce infatti l'ordito in modo che poi possa essere montato su un telaio da tessitura. Luana sarebbe rimasta impigliata e poi risucchiata dal rullo ma, secondo i periti, lei era in una posizione troppo pericolosa, dove non sarebbe dovuta essere. Se la barra di protezione dell'orditoio è attiva, quando la macchina è in funzione, nessuno si può avvicinare per motivi di sicurezza. Non è chiaro se la barra sia stata trovata alzata o addirittura rimossa. Sotto osservazione anche il funzionamento della fotocellula di sicurezza del macchinario, che sarebbe dovuta entrare in azione nel momento dell'aggancio di Luana, bloccando il movimento dei rulli. La ragazza, mamma di un bambino di cinque anni, viveva nella stessa casa della madre in un piccolo comune vicino a Pistoia, da un anno aveva trovato lavoro nell'azienda tessile a Oste di Montemurlo. Nei prossimi giorni sono attesi i risultati dell'autopsia che verrà effettuata probabilmente sabato. Una tragedia che ha sconvolto tutta la cittadinanza, lasciando nella disperazione la famiglia e il piccolo Donatello, accudito ora dalla nonna Emma e dei tanti amici e parenti. Al via una raccolta di fondi in memoria di Luana lanciata dal Comune con il sostegno delle associazioni del territorio. I funerali dovrebbero svolgersi lunedì pomeriggio. Forse sarà presente il Ministro del Lavoro Orlando.

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