Mafia, colpo a clan etnei, coinvolti familiari boss

23 giu 2020

Intimidazioni, violenze e delitti contro la persona, fino a quell'estremo di togliere la vita. Omicidi, tutto in nome del potere. Quella forza che proteggeva il clan e costringeva gli altri alla paura e all'omertà, e ancora, rapine, furti, estorsioni, droga, gestione e controllo di attività economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti pubblici. Queste le attività del clan Cappello Bonaccorsi, che disponeva di un ingente patrimonio aziendale. Parte dei beni è stato perquisito e sequestrato. Società con sede legale a Catania, conti correnti e depositi, accessi presso gli istituti di credito, nonché eventuali e ulteriori conti correnti di altri soggetti, familiari o conviventi. Le prime indagini, nel gennaio del 2017, si è partiti dal capo di una cellula del clan e via via si è arrivati a tutti gli altri. Ecco un video di 3 anni fa, 5 persone parlano in mezzo ad una strada, tra le macchine che cercano di passare, costrette a rallentare e a fare quasi una gincana per evitarli, una donna di spalle, sembra discutere con un uomo che gesticola. Pedinamenti, indagini a tutto campo, fino al blitz scattato prima dell'alba. Centinaia di poliziotti, con i reparti speciali e i nuclei investigativi, coordinati dalla Dda di Catania e dal servizio centrale operativo, hanno eseguito 52 misure cautelari, di cui 44 di custodia cautelare in carcere. Ci sono i boss, le mogli, le conviventi, i figli, tutti coinvolti. Si è arrivati ad oggi, anche grazie alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, a coloro che sono riusciti ad abbattere il muro del silenzio, da sempre linfa di mafiosi.

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