Mafia Palermo, imponevano buttafuori ai locali, 11 arresti

17 set 2019

Imponevano, nei locali della movida palermitana, di far lavorare i buttafuori che venivano segnalati di volta in volta dalla famiglia mafiosa di Porta Nuova. Non imponevano soltanto il personale da impiegare, ma anche la tariffa che doveva essere loro corrisposta, insomma un pizzo di altra natura. I Carabinieri del comando provinciale di Palermo, guidati dal colonnello Angelo Pitocco, hanno tratto in arresto nella notte 11 persone. Tra loro spicca il nome di Massimo Mulè, arrestato l'anno scorso nell'ambito di un'altra operazione antimafia e scarcerato da pochi mesi. Ci sarebbe stato lui dietro il nuovo business della famiglia di Porta Nuova, che sul campo veniva però gestito dai fratelli Andrea e Giovanni Catalano che, come emerge dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, si occupavano anche di minacciare i gestori dei locali che si ribellavano alle loro imposizioni. “Resta fuori il ragazzo. Gli ho detto perché chi c'è stasera?” L'accusa che i magistrati della DDA di Palermo contestano agli arrestati è quella di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

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