Malta, 15 anni a reo confesso omicidio Daphne Caruana Galizia

23 feb 2021

Un piccolo pezzo di giustizia nel puzzle dell'intricato scenario politico economico dietro l'omicidio di Daphne Caruana Galizia, ha preso il suo posto e potrebbe essere solo l'inizio di una piena giustizia per l'omicidio della giornalista investigativa maltese, Vincent Muscat, arrestato nel 2019 con l'accusa di essersi procurato l'esplosivo, di aver piazzato il detonatore e la bomba nell'auto a noleggio della reporter, è stato condannato a 15 anni di carcere, reo confesso, dietro questa ammissione, all'arresto aveva negato ogni coinvolgimento, ci sarebbe un accordo di piena collaborazione con il procuratore generale che indaga sui veri mandanti, Muscat avrebbe chiesto la grazia in cambio della collaborazione, grazia respinta dal Presidente, ma il patteggiamento a 15 anni apre a nuovi scenari, accanto a lui alla sbarra anche i fratelli George e Alfred De Giorgio che inamovibili si sono dichiarati non colpevoli. Dalle indagini sarebbero stati loro a procurare il Semtex, l'esplosivo usato anche dai terroristi e da cosa nostra nella guerra contro lo Stato italiano, per far esplodere l'autobomba nella macchina della blogger anticorruzione. Caruana Galizia aveva 53 anni quando è morta, ha trascorso gli ultimi 30 a raccontare la mala politica e la corruzione maltese, seguitissimo il suo blog running commentary che più di una volta ha fatto tremare i potenti sulle loro poltrone, mostrando le connessioni tra finanza spregiudicata, paradisi fiscali e criminalità nazionale e non, l'ex primo ministro Joseph Muscat si è dimesso nel dicembre del 2019 proprio a causa dell'indagine sull'omicidio di Daphne che era arrivata a toccare i suoi più stretti collaboratori.

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