Manager Thyssen in semilibertà, parla il sindaco Appendino

18 giu 2020

Così ho detto loro a noi, nel senso che hanno trasmesso un sentimento di rabbia che è assolutamente giustificato una battaglia fatta per tanti anni e ricerca di una giustizia che non è arrivata e quindi si riapre una ferita per la città, noi stiamo cercando di essere a loro fianco, lo siamo sempre stati e continueremo a esserlo perché questo è un fatto che riguarda loro e le loro famiglie, dei ragazzi, come dire, torinesi, ma che riguarda l'intera comunità. La famiglia incontrerà anche il ministro della giustizia, Bonafede, che ieri ha parlato al telefono con i familiari, conferma questo incontro? Si, confermo, peraltro era anche venuto a Torino, è stato il il primo ministro che è venuto a Torino nel, come dire, nel momento del ricordo di questo terribile momento per la nostra città. Confermo che ci sarà un incontro, definiremo le date e abbiamo deciso con le mamme di andare insieme perché pensiamo che se le istituzioni fanno squadra si possono ottenere risultati maggiori. Questo perché i due manager tedeschi della ThyssenKrupp, che erano quelli che avevano avuto poi quelle condanne maggiori nel 2016, la Corte di Cassazione aveva condannato Harald Espenhahn, ex amministratore delegato della ThyssenKrupp, a 9 anni e 8 mesi, Gerald Priegnitz a 6 anni e 10, questa è una condanna poi portata a 5 anni dalla giustizia tedesca perché prevede quel massimo quel tetto di pena per quel tipo di reato e ieri sera è arrivata la notizia che sconteranno in semilibertà questi 5 anni, cioè potranno andare a lavorare, dovranno tornare e passare la notte in carcere e poi potranno addirittura restare a casa nel fine settimana. Quando lei ha saputo questa notizia, è l'ultima domanda che le faccio sindaca, qual'è la prima cosa che ha pensato? A queste mamme, a queste mamme che vogliono credere nella giustizia, vogliono credere nello Stato e queste notizie creano evidentemente sfiducia e la rabbia, la rabbia loro e in parte anche quella della città. Poi chi non ha vissuto direttamente, non può comprendere cosa stanno vivendo. Quindi io non posso comprendere realmente che cosa provano, posso dire che la città è arrabbiata e la città cercherà di fare tutto il possibile per non lasciarle sole. Una battaglia che non finisce qui.

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