Raccomandate ma non più obbligatorie nel mondo del lavoro ad eccezione di ospedali e RSA. Le mascherine, imprescindibili dispositivi nei due anni della pandemia, non scompariranno. Il Ministro per la Pubblica Amministrazione Brunetta ha pubblicato una circolare dove si specifica che le FFP2 sono raccomandate per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di barriere protettive, per chi è in fila, come per esempio nelle mense e nelle aree comuni, per chi condivide spazi con persone fragili e negli ascensori. Da parte del personale non esiste più alcun obbligo, chiarisce Brunetta. I protocolli fra impresa e sindacati esistono già ma ciò non toglie che possano essere rivisti. Questa la precisazione del Sottosegretario alla Salute Sileri. Sarà il datore di lavoro a decidere, la prudenza a fare la differenza. Tra le tante domande quale sarà il possibile scenario? "È dovere del datore di lavoro garantire un luogo di lavoro salubre. Questo è un impegno inderogabile. E quindi ci troveremo di fronte a situazioni anche conflittuali dal punto di vista organizzativo. Pensate a un luogo di lavoro dove alcuni lavoratori non vorranno mettere le mascherine. Questo creerà un clima, secondo me, di conflittualità. In questo momento, mi dicono, io avrei preferito che mi dicessero se era necessario l'obbligo della mascherina o se non era necessario". L'obbligo della mascherina FFP2 fino al 15 giugno resta nei mezzi di trasporto e nei luoghi chiusi a lunga percorrenza e permanenza come i cinema e i teatri. Nessuna misura per negozi, supermercati, ristoranti e bar dove dipenderà dalla coscienza individuale. "E se un mio cliente mi chiama e mi chiede che strada prendere l'unica strada possibile è quella di mantenere l'obbligo".























