Mazara, tornati a casa i 18 pescatori sequestrati in Libia

20 dic 2020

Alle 10.00 del mattino di una domenica di pioggia è finito l'incubo dei 18 pescatori della flotta di Mazara del Vallo. In fila, scortati dalle motovedette della guardia di finanza della Capitaneria, l'Antartide e i Medinea sono finalmente tornati a casa. I marittimi sono stanchi, provati da 108 giorni di prigionia durante i quali sono stati trattati malissimo psicologicamente, ma finalmente sono a casa a riabbracciare le proprie famiglie. Prima di sbarcare sono stati sottoposti al tampone. Tutti 18 per fortuna sono negativi al test rapido e sono rientrati a casa a cercare di recuperare un po' di normalità. Pianti, abbracci e finalmente un sospiro di sollievo, come quello di Rosa Ingargiola, 74 anni, mamma di Pietro Marrone, comandante del Medinea. Io facevo forza a lui di farlo venire qua, Infatti ce l'abbiamo fatta, siamo stati forti, fortissimi, non l'abbiamo abbandonato dal primo giorno e abbiamo lottato veramente, lottato per portarlo qua, perché è un grande lavoratore, grande coraggio, perché con questo porto non si sa se rientrano. Dopo la gioia per il rientro a casa, adesso è il momento di pensare al futuro, per evitare che episodi del genere si ripetano. Per questo il Sindaco di Mazara, paese che ha una delle flotte di pescherecci più grandi d'Italia, chiede l'intervento della politica. Da domani sarà necessario aprire una nuova fase, una fase di una nuova politica economica in questa area del Mediterraneo, così destabilizzata e talmente insicura per i nostri pescatori che gli imprenditori del settore della pesca oggi stanno ripensando la propria presenza qui.

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