Aveva annunciato di volersi suicidare, prima che ad ucciderlo fosse il tumore dal quale è affetto. Matteo Messina Denaro, in un pizzino sequestrato dai Carabinieri del ROS a casa della sorella Rosalia, scriveva proprio questo e dava alla donna le istruzioni da seguire dopo la sua morte. Probabilmente, Rosalia, che nei pizzini viene chiamata Fragolone e che è stata arrestata il 3 marzo scorso per associazione mafiosa, si sarebbe dovuta occupare di far sparire tutto l'archivio del padrino, con i segreti di Cosa Nostra. Invece il boss è stato arrestato proprio mentre andava a curarsi. Cure, che adesso gli vengono garantite nel super carcere dell'Aquila, dove è detenuto al 41 bis e guardato a vista, soprattutto dopo la scoperta del pizzino nel quale minacciava intenti suicidi. Matteo Messina Denaro voleva, dunque, continuare a sfidare lo Stato, non si sarebbe mai consegnato. Probabilmente la sua intenzione era quella di ripetere ciò che lui stesso aveva fatto con suo padre, Francesco Messina Denaro, morto per cause naturali. Il suo corpo venne fatto ritrovare sotto l'albero di ulivo. Il boss, che era latitante come è stato per 30 anni il figlio, aveva addosso il vestito buono e la cravatta delle feste. Sono più di mille i pizzini che sono stati ritrovati nei vari covi di Messina Denaro e tutti vengono analizzati in maniera maniacale dagli inquirenti. Ogni parola, infatti, può aprire scenari finora mai esplorati.























