Migrante ferito a Roma, indagata donna

02 set 2017

I contorni di questa storia confusa iniziano a delinearsi. Lo scontro, davanti al centro della Croce Rossa di via del Frantoio, a Roma, sembra sempre più una storia di intolleranza e di mancata integrazione, piuttosto che un sequestro ai danni di una donna italiana della zona. Pamela, questo il suo nome, ora è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di lesioni aggravate dall’uso di un’arma. Fin dall’inizio la dinamica è apparsa complicata: da una parte, alcuni testimoni residenti del centro, che raccontavano di un’aggressione della donna, ai danni di un giovane eritreo, non residente nella struttura, ma conosciuto, con problemi psichici, e di un gruppo di migranti, che per aiutarlo avrebbe chiuso il cancello del centro, per allontanarlo dalla furia di una donna che già lo aveva colpito con un oggetto contundente. Dall’altra, il racconto della donna stessa, che parlava di un sequestro di lei e del nipote dodicenne. Secondo lei, il ragazzo e degli altri amici sarebbero stati colpiti con dei sassi dall’eritreo, e per difenderlo, lei si sarebbe avvicinata e da lì sequestrata insieme al ragazzino. In soccorso, poi, alcuni residenti della zona e lo scontro tra i due gruppi. Ricostruzione che ora inizia a traballare. Da tempo i residenti si dicono stanchi della convivenza con questo centro della Croce Rossa e ne chiedono la chiusura, con il supporto di Casapound. Dal canto suo, la Croce Rossa dice: “la chiusura sarebbe una grande sconfitta, ma non possiamo vivere sotto assedio”.

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