Migranti, Alan Kurdi e Open Arms chiedono porto sicuro

02 ago 2019

Ci sono due navi cariche di migranti che chiedono un porto sicuro per lo sbarco delle 92 persone salvate. Sono l'Alan Kurdi dell'ONG tedesca Sea Eye e la spagnola Open Arms. La prima si trova in acque internazionali di fronte l'isola di Lampedusa, la seconda ancora in zona Sar libica fa rotta verso Nord. Per il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, nessuna di queste due navi deve o può arrivare in Italia, per questo ha firmato un divieto d'ingresso e transito. L'Alan Kurdi è stata invitata dalla Guardia Costiera italiana a prendere contatti con Malta dal momento che per adesso si trova nella zona Sar di competenza del Governo della Valletta. Alla Open Arms, invece, è stato chiesto di far rotta verso Tunisi, il porto sicuro più vicino. Allo stato attuale, però, la situazione rimane di stallo. Il primo intervento dell'Alan Kurdi due giorni fa al largo della Libia: in 42 a bordo di un gommone in difficoltà sono stati soccorsi. Tra loro anche due neonati e una donna incinta. Stesso copione per la Open Arms, che ha salvato 52 persone su una barca semiaffondata. Altri salvataggi sono stati effettuati anche dalle motovedette libiche che ieri sono intervenute per riportare a terra 47 persone partite da Zuara con due distinte imbarcazioni. Dunque le partenze dalla Libia non si arrestano. Ed è di ieri la notizia che il Governo di Tripoli ha deciso di chiudere i campi dove vengono trattenuti i migranti. La decisione dopo il bombardamento di uno di questi campi, avvenuto alcune settimane fa, e la morte di diverse persone. Una situazione, questa, che di certo farà aumentare in maniera consistente il numero delle partenze.

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