Vecchie imbarcazioni in legno e gommoni semisgonfi, stracolmi di persone in fuga dai Paesi africani più poveri, partono senza sosta dalle coste di Libia e Tunisia quando il mare è calmo come adesso e puntano sul Sud dell'Europa cioè le isole siciliane. A Lampedusa, la perla del Mediterraneo, meta turistica e approdo di migranti, nelle ultime ore sono arrivate un centinaio di persone su due barchini, tra loro molti minori, trasferiti nell'hotspot dove al momento si trovano quasi 500 migranti. Nella maggior parte dei casi però le barche riescono a navigare per poche miglia fermate dai motori in avaria o intercettate dalle motovedette che pattugliano le coste africane. La Marina Militare tunisina ha incrociato al largo di Zarzis 50 migranti che hanno riferito di essere partiti dalle coste di Zuara per raggiungere lo spazio europeo. Mentre le motovedette libiche in due circostanze sono intervenute per impedire i soccorsi alle navi umanitarie, Mare Jonio di Mediterranea e Sea Watch, che avevano raggiunto alcune imbarcazioni da cui era partito l'SOS raccolto da Alarm Phone. "Si stanno avvicinando in maniera pericolosa mettendo a rischio il Rescue. Gli abbiamo intimato di allontanarsi per la sicurezza delle persone a bordo del Target" "È un tentativo di respingimento illegale. È l'ennesima violazione della Convenzione di Ginevra" fanno sapere da Mediterranea Saving Humans, la piattaforma che riunisce varie associazioni laiche e religiose che sostengono le missioni di ricerca e soccorso in mare. 300 profughi e migranti, tra cui donne, bambini e neonati, sono ora a bordo della Sea Watch 3.























