Sbarchi continui e porti ormai sempre più affollati. Sono oltre 76.000 i migranti approdati sulle coste italiane nei primi sei mesi del 2017, il 13% in più rispetto agli arrivi registrati lo scorso anno nello stesso periodo. L’ultimo in ordine di tempo risale a ieri mattina, quando una nave con a bordo 402 persone salvate nel Canale di Sicilia ha attraccato al porto di Brindisi. Sono stati questi migranti, 15 dei quali con gravi ustioni sul corpo, a dare notizia dell’ennesima tragedia in mare. Alcuni di loro, ancora sotto shock, hanno raccontato di essere partiti lunedì scorso dalle coste libiche. Dopo 5-6 ore di navigazione, il gommone su cui si trovavano avrebbe iniziato ad affondare. Molti migranti sarebbero affogati subito, mentre altri sarebbero riusciti a rimanere aggrappati ai resti del gommone fino all’arrivo dei soccorsi. I dispersi nel naufragio sarebbero 60. Numerosi gli sbarchi anche nella giornata di giovedì. A Salerno è arrivata la nave militare spagnola Rio Segura con a bordo oltre 1.215 migranti, fra i quali più di 300 donne, 15 delle quali incinte, e 256 minori, molti dei quali non accompagnati. Sugli scogli di Riaci, in Provincia di Vibo Valentia vicino alla località turistica di Tropea, sono stati, invece, recuperati dalla Guardia costiera 29 migranti iraniani e iracheni. Sempre in Calabria e sempre giovedì sono arrivati altri 2.000 migranti. Circa 800, invece, in Sicilia tra Trapani e Messina. Proprio la Sicilia è la regione italiana in cui avvengono più sbarchi. Il porto più sotto pressione è quello di Augusta. Solo qui, dall’inizio dell’anno, sono approdati circa 13.000 migranti.