Migranti, Ocean Viking chiede un porto di sbarco

08 nov 2021

Barche, pescherecci e gommoni attraversano il mare senza sosta anche con il maltempo. Da est, lungo la rotta che passa dalla Turchia soprattutto afghani, iraniani e iracheni da giorni sbarcano sulle coste di Calabria e Puglia. In autonomia o salvati dalla Guardia Costiera. Da sud per lo più sub sahariani messi in mare lungo le coste libiche e tunisine su barconi sempre più affollati che puntano sempre all'approdo più vicino, Lampedusa. Erano in 340 su una barca soccorsa nel pomeriggio da Guardia Costiera e Guardia di Finanza e portati in salvo sull'isola dove intanto altre barche più piccole erano riuscite ad arrivare alcune ore prima. Sono centinaia, migliaia in fuga dalle guerre e persecuzioni nel medioriente e dall'estrema povertà aggravata da siccità e desertificazione in Africa, destinata a peggiorare a causa dei cambiamenti climatici. La meta, la salvezza, è sempre l'Europa raggiunta domenica sera dagli 847 sbarcati a Trapani sulla See Eye che li aveva salvati dal naufragio insieme con la Lifeline. In mare, ad una settimana dalla prima delle quattro operazioni di soccorso, c'è ancora la Ocean Viking di SOS Mediterranee. Dopo le 8 persone che è stato necessario evacuare per problemi di salute, restano in 306 sul ponte della nave tra panni stesi ad asciugare e bambini intrattenuti dall'equipaggio. "Il radar sta mostrando il fronte di pioggia che è attorno a noi. Il ponte di una nave non è il posto ideale per tenere 300 e 6 persone per un lungo periodo. Ne abbiamo già evacuate otto in emergenza, è ora che ci venga assegnato un posto sicuro. Un porto di sbarco.".

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