Migranti, Open Arms, Richard Gere porta i viveri a bordo

09 ago 2019

Ottavo giorno di navigazione in acque internazionali al largo di Lampedusa per la barca Proactiva Open Arms, la ONG spagnola che negli ultimi giorni ha salvato, nel Mediterraneo centrale, 121 migranti in fuga dalla Libia. Dopo il rifiuto di Malta di farli sbarcare, l'ONG da giorni chiede un porto sicuro e ieri la capomissione Montes, si è appellata all'Europa colpevole di voltarsi dall'altra parte, anche perché la situazione a bordo è sempre più difficile. Scarseggiano acqua e cibo e il nervosismo cresce. L'ONG Open Arms ha comunicato alle autorità italiane che 89 migranti hanno chiesto lo status di rifugiato e quindi la nave pur essendo in zona Sar maltese, deve attraccare in un porto italiano. La replica del Viminale è immediata in base alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza europea è dovere dello Stato di bandiera prendersi cura di coloro che si trovano a bordo. Moltissime testimonianze di sostegno e solidarietà. Oggi è arrivato a bordo dell'Open Arms Richard Gere, attivista per i diritti umani e sostenitore dell'ONG spagnola. Nell'ultimo post Open Arms scrive "Il sentimento che prevale è la vergogna. Vergogna per un'Europa che lascia 121 persone in mezzo al mare. La vera Europa sono loro, siamo noi". Intanto la norvegese Ocean Viking, la nuova nave di salvataggio dei francesi di SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere ha visto negarsi, da parte di Malta, il rifornimento di carburante. Salvini, in una lettera al Ministro norvegese all'immigrazione, ha ribadito che l'Italia non intende accogliere gli 80 migranti a bordo.

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