Migranti, presto 6 nuovi hotspot e nuovi Cie

05 lug 2017

L’Europa chiede, l’Italia risponde con provvedimenti che dovranno togliere ogni alibi al fin qui insufficiente impegno degli Stati dell’Unione nel fronteggiare l’emergenza immigrazione. Il Ministro Minniti tiene un’informativa urgente in Parlamento all’indomani di giornate pesantissime in tema d’accoglienza, fino a 10.000 arrivi di migranti in 48 ore e annuncia i prossimi passi da compiere a breve come da richieste dell’UE. Innanzitutto un codice di condotta per le ONG che in sei mesi hanno effettuato il 34% dei salvataggi in mare. Dovranno collaborare con la polizia giudiziaria nella lotta ai trafficanti e poi soprattutto la costituzione di nuovi hot spot, i centri cioè in cui i migranti appena sbarcati sono portati per essere foto-segnalati ed identificati, finora quattro in Italia: Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto, capienza dai 400 ai 500 posti. Non sarebbero stati però sufficienti a smaltire il carico di lavoro. L’Europa rimprovera appunto al nostro Paese ritardi nell’identificazione di chi approda sulle nostre coste e nei successivi rimpatri e ricollocamenti. E allora ecco che il Governo provvederà ad aprirne di nuovi, sei in totale: due in Sicilia, a Palermo e Siracusa; tre in Calabria, a Reggio, Corigliano e Crotone; uno in Sardegna a Cagliari. Inoltre ogni regione avrà un suo CIE, un centro di identificazione ed espulsione in cui saranno ospitate le persone, cento al massimo, in attesa di rimpatrio. “Dimostreremo di aver soddisfatto le richieste ― dice il Ministro ― senza però fare i conti con i territori”. “Ci opporremo in ogni sede a che la nostra città sia luogo di uno di questi centri incompatibili con la nostra storia, prassi e cultura” ― dice ad esempio il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e si prospetta solo come il primo di una lunga serie.

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