Milano, il punto sull'ospedale allestito in Fiera

12 nov 2020

Le polemiche per l'immagine dell'ospedale in Fiera vuota alla fine della prima ondata, sono un ricordo lontano. Questo modulo è stato appena allestito e ospiterà tra pochi giorni altri 14 malati covid che necessitano di un posto in terapia intensiva. A fare il bilancio delle prime 3 settimane della seconda ondata è il primario di rianimazione scelto per la gestione di questi spazi che precisa non sono quelli di un ospedale da campo, ma di un nosocomio perfettamente attrezzato. Si è parlato di scialuppe di salvataggio, una diga contro le alluvioni, la più recente un estintore e noi ci siamo trovati qui a maneggiare l'estintore e pian piano ci hanno tutti, non tutti ma molti, c'hanno preso poco sul serio, ci hanno deriso perché l'estintore non era più necessario. 60 i posti occupati oggi, 90 già dalla prossima settimana, 60 i medici che arrivano da 7 diversi ospedali e 130 infermieri, in primavera quando fu inaugurato i contagi erano in discesa, la riapertura in autunno invece è in salita ma il virus lo stesso. Quello che stiamo vivendo è la stasse cosa che abbiamo vissuto ai primissimi di marzo, quando i numeri di malati è cresciuto tanto. All'esterno della Fiera è stato allestito il terzo check point di intervento clinico avanzato. Qui arrivano le ambulanze da tutta la Regione, con a bordo i codici verdi respiratori infettivi, l'attesa media è di circa 20 minuti, il triage con tampone è veloce e le ambulanze vengono liberate in poco, si evitano le lunghe code nei pronto soccorso e si alleggeriscono gli ospedali. I pazienti vengono visitati molto velocemente, viene effettuato un test antigienico rapido, viene fatta la prova del cammino con la misurazione della saturazione e quant'altro.

pubblicità