Milano, la didattica a distanza nelle periferie

29 mag 2020

Milano, quartiere Giambellino, Lorenteggio, periferia della città. Case fatiscenti, popolari. Questa è Erika un'educatrice della rete QuBì che opera in questa zona e aiuta le famiglie più povere. Erika sta andando a consegnare un computer a Karim, dieci anni, egiziano ma nato in Italia. Il bambino frequenta la quinta elementare in una scuola pubblica, senza tablet non può seguire le lezioni a distanza delle maestre. Possiamo magari iniziare a leggere? Ok. Allora la prima domanda è... Un piccolo tavolo per svolgere i compiti. Karim ha un fratello che studia qui, in questa stessa stanza, la mamma ci racconta che fino a poco tempo fa non avevano neppure la connessione internet in casa. Io sono contento perché loro sono bravi. Loro sono bravi. Noi e tante famiglie, perché io dico sempre: noi possiamo avere una situazione difficile, ma ci sono tante altre che hanno una situazione molto più complicata della nostra, magari molto difficile. Mi son trovato con il computer ancor meglio, prima con il telefono avevo un pò di problemi, magari andava non andava bene la connessione, invece non vedo l'ora di tornare a scuola per incontrare le mie maestre. In videolezione le maestre non è che si esprimono proprio come se fossimo dal vivo. Dal vivo tante volte ci fanno ridere. In particolare, abbiamo rilevato un grande bisogno di dispositivi, quindi, tablet o pc per collegarsi, così come la connessione internet. Su questo abbiamo lavorato insieme alle scuole proprio per costruire un elenco di quelle che erano le famiglie che erano sprovviste di dispositivi, quello che noi abbiamo raccolto poi nel concreto è stato un elenco di circa 150 famiglie. Anche un'attenzione diciamo ai nuclei numerosi, perché un dispositivo in una famiglia che ha quattro figli, che sono tutti e quattro studenti, un dispositivo non è sufficiente. Nella sede della rete Giambellino Lorenteggio e dell'organizzazione, i ragazzi possono contare sull'aiuto concreto, Erika segue Karim anche da qui il computer non è solo un regalo. Ok Karim sei stato bravissimo abbiamo completato la pagina. Incontriamo un altro genitore è una mamma egiziana che ha tre figli. Mio figlio ha otto anni, quando va a scuola, capisce meglio capisce bene ha un buon voto, adesso è tornato indietro non capisce bene, non come quando andava a scuola. Ormai l'anno scolastico è finito e a giugno arriveranno le pagelle. Il programma è stato svolto poi arriveranno i ripassi delle materie a settembre. Ma quanto gli insegnanti nella valutazione finale terranno conto delle difficoltà di tanti bimbi fragili e delle loro famiglie? Sapranno chiudere un occhio davanti a qualche verifica non svolta o a fotocopie che qualcuno non è riuscito a stampare?

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