"Ci può spiegare in cosa consiste questo nuovo reparto del Sacco". "Beh è un reparto storico perché da sempre il Sacco si è occupato di malattie infettive e si è occupato di bambini con malattie infettive. Siamo il centro di riferimento per la HIV pediatrico da più di 30 anni. Ovvio che si deve guardare al futuro, ci sono nuovi patogeni emergenti. Ci sono nuove realtà e noi ci siamo evoluti, un reparto di altissimo livello con cinque stanze di isolamento con lo switch pressorio per cui possiamo ricoverare bambini con varie tipi di patologie e poi soprattutto la nostra dedizione alla ricerca scientifica, siamo un pool universitario quindi però è anche molto importante fare ricerca in modo da migliorare sempre la salute dei bambini e ovviamente farli crescere, perché quello che per me è stata una mission proprio vedere i bambini nascere con certe patologie infettive e poi portali a diventare grandi. È’ una struttura moderna, ricordiamo le foto del Sacco anni 30 con questi balconi bellissimi dove non c'erano delle terapie per la Tubercolosi e l'unica terapia era l'Elioterapia, rimanere al sole. Ora invece la ricerca è progredita e noi siamo progrediti con loro per cui dobbiamo sempre rimanere aggiornati con tutte le varie terapie e sicuramente queste nuove terapie porteranno maggiori successi terapeutici nei bambini". "Quali sono le terapie appunto indicate per questo reparto e quali le patologie". "Noi ci occupiamo espressamente di HIV dove siamo veramente dei leader internazionali e ci occupiamo di Tubercolosi, di tutte le malattie trasmesse dalla mamma al bambino durante la gravidanza, di Parassitosi e di malattie d'importazione e anche di malattie di bambini adottati perché un altro importante topik è proprio il bambino adottato che arriva in Italia con determinate patologie e che può essere curato da noi al Sacco".























