Milano, polemiche su sicurezza trasporti

14 ott 2020

Milano, ore 7 del mattino, inizia presto il nostro viaggio sui convogli della metropolitana assieme ai passeggeri che tutte le mattine si recano al lavoro. Partiamo dalla fermata “Crocetta”, linea gialla. Tutti quelli che vediamo indossano le mascherine, ma all'interno dei treni è come se si viaggiasse in fase pre Covid. I posti a sedere sono tutti occupati. I convogli iniziano a riempirsi. Ore 8, fermata “Duomo”. Ecco la situazione che troviamo quando le porte dei treni si aprono e la gente che aspetta sulla banchina deve salire. A fatica riusciamo a muoverci all'interno del convoglio. I passeggeri non sembrano neppure accorgersi di quanto sia affollato questo mezzo. Ci avviciniamo ad una ragazza. “Non è un po' troppo affollata la metropolitana?” “Non si può fare diversamente?” “Non è un po' troppo affollata la metropolitana a quest'ora?” “Non ci sono controlli in giro?” Ore 8.30, fermata “Cadorna”. E' l'ora di punta, quella in cui la maggior parte delle persone prende la metropolitana per andare in ufficio. Anche qui, all'interno di questo convoglio, diventa difficile muoversi. Ci spostiamo sulla linea verde fino a Sant'Agostino e poi Sant'Ambrogio. La situazione è praticamente identica ovunque. Più ci avviciniamo all'orario di apertura delle attività lavorative e più troviamo convogli affollati e gente che ha fretta di arrivare a destinazione. Ci sono anche studenti, lavoratori, bambini e famiglie. Ore 8.50. Proseguiamo il nostro viaggio sulla linea rossa. Viaggiamo muovendoci anche verso Cordusio, Cairoli, Conciliazione e Pagano. Torniamo alla stazione di Cadorna, dove molti lavoratori, soprattutto pendolari, arrivano a Milano con i treni regionali. Anche qui vediamo un fiume di gente che supera i varchi dei tornelli e si riversa in metropolitana. Sui mezzi, come stabilito dal decreto del Governo, è stata aumentata la capienza di trasporto fino all' 80% del normale. Non è più necessario mantenere le distanze di sicurezza e non ci sono più i segnali anti Covid sui posti a sedere.

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