Modena zona rossa, nuova ondata di contagi

05 mar 2021

All'ingresso di un ristorante chiuso dalla pandemia sotto la ghirlandina, l'emergenza lavoro in una parola. La dignità, proprio quella li che manca, tornare a casa tutte le volte da mia figlia che adesso va a scuola, mia moglie va a lavorare, io sta a casa, è una roba che mi viene il magone, mi viene un po' da piangere sinceramente, per noi è andata proprio male, male, male. Modena è la sua provincia, è in zona rossa come la città metropolitana di Bologna fino al 21 marzo. Deserti, mi fa un effetto triste. Mi ricorda quando bombardavano. Se cominciamo a rispettare le regole riusciamo forse a evitare tutto questo vuoto. Sale rapidamente la curva dei contagi in Emilia Romagna, aumentano i ricoveri, oltre 1000 negli ospedali bolognesi, mai così tanti dall'inizio della pandemia, più di 400 nel modenese, si convertono in covid reparti ordinari per rispondere alla carenza di posti letto. La prima ondata, la seconda ondata in autunno tra ottobre e novembre e inizio dicembre e poi adesso abbiamo avuto nelle ultime due settimane in particolare un aumento importante, la variante inglese è diventata ormai prevalente e nelle ultime settimane le fasce d'età che hanno la maggiore incidenza sono tra i 6 e 19 anni. Al call center coronavirus gli operatori dispensano informazioni, i telefoni squillano di continuo. In altre stanze altri operatori lavorano per tracciare i contatti dei positivi e interrompere la catena del contagio. Chiamo dall'igiene pubblica della ASL di Modena, la chiamo riguardo al contatto che ha avuto con un suo collega di lavoro che è risultato positivo alla variante inglese, se per lei va bene le propongo un tampone per domani mattina. 12000 le persone in isolamento domiciliare nel modenese, malati con sintomi lievi o nulli e contatti stretti in quarantena in attesa del tampone. La difficoltà più grande è questa, loro dicono che si sentono bene, non hanno niente e quindi far capire il concetto della malattia.

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