Monoclonali, una delle possibili cure per Covid

15 dic 2020

Fra le possibili cure in fase di sperimentazione per il Covid-19 c'è la terapia degli anticorpi monoclonali. In poche parole si tratta della replicazione in laboratorio degli anticorpi che contrastano il virus presente nel nostro corpo. Si tratta, è bene precisarlo, al momento solo di una possibile cura. Soltanto quando la sperimentazione sarà conclusa, si potrà dire se è efficace oppure no. Gli anticorpi monoclonali sono particolari tipi di anticorpi prodotti con tecniche di DNA ricombinate, a partire da un unico tipo di cellula immunitaria sono riprodotti in laboratorio, clonati, appunto, e quindi riproducibile all'infinito. I virus, una volta introdotti nell'organismo, oltre a moltiplicarsi producono delle sostanze tossiche. In risposta a queste sostanze, gli antigeni, il sistema linfatico produce dei linfociti che a loro volta producono gli anticorpi specifici per la malattia da combattere. Inoltre, una volta superata la malattia alcuni leucociti rimangono nel corpo come memoria, pronti a debellare subito la malattia se si dovesse ripresentare. Si dice allora che la persona è immune. I vaccini si basano su questo principio, gli anticorpi monoclonali funzionano così, ma invece che essere prodotti dal nostro corpo sono prodotti in laboratorio. I monoclonali possono essere usati anche uniti a farmaci per aumentare la loro efficacia. I vantaggi dell'uso dei monoclonali nella cura del Covid sono facilmente intuibili. I limiti dell'uso di questa terapia sono l'elevato costo di produzione, la possibile risposta immunitaria che queste molecole potrebbero scatenare, i cosiddetti effetti collaterali. Il nostro corpo potrebbe riconoscere i monoclonali come agenti estranei e quindi combatterli, rendendo quindi inefficace il trattamento.

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