Monza Alzheimer, il paese ritrovato. VIDEO

22 set 2021

Antonella si sveglia ed esce. Ma prima di iniziare la giornata, che sarà piena di impegni, chiede che le venga fatta una treccia. Oggi sapeva che saremmo arrivati e che ci avrebbe fatto da cicerone per conoscere il "Paese ritrovato" e la sua quotidianità. Fuori l'aspetta una delle sue amiche. Insieme raggiungono il teatro. "Benvenuta Antonella!", "Grazie", "Sei pronta a far teatro?", "Sì, sì". Antonella ha 80 anni. È arrivata due anni fa nel "Paese ritrovato", il borgo alle porte di Monza che accoglie 64 persone in una fase iniziale, moderata, di demenza. Le bandierine, nella piazza centrale, ricordano la festa per la 28esima giornata mondiale dell'Alzheimer. "I figli di Antonella hanno voluto che parlasse della sua quotidianità per combattere lo stigma che spesso c'è verso queste patologie cognitive". "Qua mi piace la libertà, stare bene insomma con le persone", "Non ti annoi?", "No, per dire la verità non mi annoio proprio, anzi l'ho trovata una cosa.. uno svago". Dalla bottega dei mestieri dove si può cucire, ricamare, dipingere o occuparsi, con le attività di falegnameria, della manutenzione del paese, fino alla palestra, dove ogni mattina c'è il corso collettivo, e alla libreria con i giornali e le riviste. Antonella ci accompagna al bar dove ci vuole offrire un caffè. Oggi non ha voglia di andare in palestra ma desidera trascorrere una giornata diversa. "Tutto bene, grazie. Io prendo un caffè poi offro anche ai signori del caffè". "Tutte le attività proposte come quella dell'orto, del cucito, sono finalizzate a mantenere un ritmo nella quotidianità dei nostri residenti senza mai però tralasciare l'individualità e gli interessi personali e la biografia dei nostri residenti del paese". Passeggiando nel borgo il tempo sembra essersi fermato. Qui il Covid è un ricordo lontano, resta un grande senso di comunità che si è rinforzato durante il lockdown. Per chi vive qui, ci spiegano, le emozioni e le relazioni tornano ad essere naturali. "Le attività sono bilanciate tra quelle che riguardano più il ritmo della giornata ma anche attività specifiche, mirate, chiaramente relative al mantenimento delle funzioni cognitive e al ruolo che anche queste attività poi devono avere nei confronti di queste persone. Abbiamo notato che in effetti a distanza di alcuni mesi c'è una riduzione significativa di quelli che vengono chiamati un po' i disturbi comportamentali, a fronte del fatto che c'è un mantenimento delle funzioni cognitive". Lasciamo Antonella e la vita del paese ma continuiamo a guardarli da lontano. Ci sono amicizie, nate qui, nuove passioni, tanti sorrisi. C'è chi si è riscoperto giardiniere, chi invece dipinge, tanti passeggiano in compagnia. Ogni attimo di felicità va colto, dicono le educatrici, loro forse non ne ricorderanno la ragione ma il sentimento sì. Ed è quello che fa la differenza.

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