Morbillo, allarme Unicef: casi in aumento nel mondo

25 apr 2019

Era l'anno 2000 quando il morbillo fu dichiarato debellato. Per molti fu un grande successo, ma in realtà quella data ha segnato un progressivo disimpegno nel mantenere non più rischiosa una delle malattie infettive più diffuse al mondo. A dimostrarlo non sono campagne ideologiche di qualsivoglia natura, ma i numeri. Basta guardare in casa nostra, da quando il morbillo ha smesso di fare paura si è assistito ad un numero sempre maggiore di persone non vaccinate. in Italia sono 453.000 i bambini non vaccinati, numero che ci pone al quinto posto nel mondo. In questa classifica ben poco invidiabile, guidata dagli Stati Uniti dove i bambini, che non hanno ricevuto la prima dose del vaccino, tra il 2010 e il 2017 sono stati due milioni e mezzo. Seguono Francia e Regno Unito. La conseguenza è presto detta. Nei primi tre mesi del 2019 nel mondo sono stati registrati più di 110.000 casi di morbillo, 300% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Lo riferisce l'Unicef in occasione della settimana mondiale vaccinazioni, che aggiunge che nel 2017 circa 110.000 persone, per lo più bambini, sono morte a causa della malattia, il 22% in più rispetto al 2016. Eppure bastano due dosi di vaccino per proteggerci. Mantenere i tassi di vaccinazione alle dosi più adatte serve a creare un ombrello di immunità per tutti, anche e soprattutto per chi per veri motivi di salute non può sottoporsi alla profilassi. L'Istituto Superiore di Sanità italiano nota come dal 2013 al 2016 nel nostro Paese sono diminuite le coperture. Da questo è nata la legge sull'obbligo che però non ha ancora scalfito chi, per motivi ideologici o per altre convinzioni, tutt’oggi si rifiuta di sottoporsi e di sottoporre i propri figli ai vaccini, mantenendo così a rischio anche la salute di chi li circonda.

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