Morte in rogo camper, ergastolo per Serif Seferovic

18 set 2019

Il massimo della pena per il rom bosniaco Serif Seferovic, imputato per omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, detenzione, porto e utilizzo d'arma da guerra e incendio doloso. La Terza Corte d'assise di Roma ha deciso di comminare l'ergastolo al 22enne, ritenuto responsabile dell'omicidio premeditato delle sorelle Elisabeth, Francesca e Angelica Halilovic, arse vive nel rogo che il 10 Maggio 2017 distrusse a Centocelle il camper dove si trovavano assieme ad altri otto familiari, sopravvissuti. Le tre ragazze, rispettivamente di quattro, otto e vent'anni, non fecero in tempo a scappare dal veicolo in fiamme. Seferovic era insieme all'autore materiale del lancio della molotov che diede il via al rogo, il fratello Renato, e avrebbe osservato la scena senza opporsi a questo gesto terribile e folle. Un delitto premeditato per la giuria. Pochi giorni prima del tragico episodio sempre il fratello di Serif, Renato, aveva già provato a dare alle fiamme il camper della nonna della famiglia Halilovic. Da due anni è latitante dopo la fuga in Bosnia. La Procura ne ha chiesto l'estradizione, ma finora è sempre stata negata. Secondo la Procura della capitale, alla base dei due blitz incendiari sarebbero stati i ripetuti contrasti di carattere economico tra i Seferovic e la famiglia delle vittime. Per il rogo nel quale persero la vita le tre sorelle un anno fa era già stata condannata a vent'anni la cognata di Serif.

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