Morti sul lavoro, nel 2021 oltre due decessi al giorno

06 mag 2021

Le storie sono tante. Drammatiche. Vittime i lavoratori. A scorrere il sito dell'ANMIL, l'Associazione Nazionale fra lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, si leggono centinaia e centinaia di nomi di persone che hanno subìto incidenti e sono decedute o sono rimaste gravemente ferite. Nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi agricoli, gli episodi riguardano operai travolti da carichi, lavoratori che sono caduti da un ponteggio, episodi tragici che spesso vengono dimenticati. Ci sono poi casi come quello di Luana, l'operaia rimasta stritolata da un macchinario nell'azienda tessile nella quale lavorava, che scuotono l'opinione pubblica e impongono riflessioni. Dai dati dell'INAIL risulta che le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale, presentate nel primo trimestre del 2021, sono state 185, 19 in più rispetto alle 166 denunce registrate nel primo trimestre del 2020, con un incremento del 11,4% in più. Nell'arco del 2020 gli infortuni con esito mortale sono stati 1.270, il 16,6% in più dell'anno precedente. L'incremento è stato influenzato soprattutto dai decessi avvenuti per Covid, in ambito lavorativo, il dato dunque deve essere inserito nel contesto dell' emergenza sanitaria. Se si prende infatti in considerazione il quinquennio 2015-2019, si nota una diminuzione dei decessi in ambito lavorativo del 9,6%, afferma il Presidente dell'INAIL Franco Bettoni. Le categorie di lavoratori maggiormente colpite nel 2020 sono state quelle degli operatori socio- sanitari, dei medici e di coloro che lavoravano all'interno di strutture ospedaliere. Con la pandemia e il boom dello smart working sono calati invece i cosiddetti incidenti in itinere, cioè nel percorso verso l'ufficio o la fabbrica. I Sindacati attaccano: pretendiamo decessi zero, le vittime sono ancora troppe, è inaccettabile, affermano le Organizzazioni Confederali, che in media due o tre lavoratori perdano la vita ogni giorno.

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