Moto d'acqua, Gabrielli: verifiche su limiti diritto cronaca

05 ago 2019

La questione è duplice e riguarda da una parte il fatto che il figlio minorenne di un Ministro della Repubblica salga su un mezzo della Polizia di Stato, nello specifico una moto d’acqua in servizio su una spiaggia, dall'altra parte riguarda la libertà di stampa. Delle due, però, è proprio quest'ultima a preoccupare il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che nella ridda di voci e polemiche che si sono susseguite negli ultimi giorni, è come se in qualche modo invitasse a guardare la Luna e non il dito. “Vi potrei portare decine di immagini di nostri mezzi che vengono utilizzati da ragazzini. Mi preoccupa di più, e su questo ho chiesto un approfondimento, che quando c'è una limitazione al diritto di cronaca, quando si impedisce ad un giornalista di fare il suo lavoro”. Riavvolgiamo il nastro. Milano marittima, Papeete Beach, 30 Luglio 2019, il figlio sedicenne del Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sale come passeggero su una moto d'acqua della Polizia di Stato in servizio per fare un giro. Un videomaker di Repubblica filma la scena. A quel punto due uomini che si qualificano come poliziotti, gli intimano di non riprendere altrimenti gli avrebbero tolto la telecamera. Il giornalista chiede il perché, sottolineando come riprendere una moto d'acqua della Polizia in un luogo pubblico non sia un reato. I due lo incalzano “Non devi riprendere, altrimenti qui metti in difficoltà tutti quanti noi. Poche ore dopo Salvini puntualizzerà: “È stato un errore mio da papà. Nessuna responsabilità va data ai poliziotti”. Tutto da vedere visto che, come ha sottolineato il Prefetto Gabrielli, sono in corso accertamenti sia sotto il profilo penale, che disciplinare. Intanto il Ministro Salvini prova a gettare acqua sul fuoco. “Non vedo rischi per la libertà di stampa - ha detto e poi ha aggiunto: “Chi usa dei bambini per fare polemica politica o giornalistica fa male il suo mestiere”.

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