Napoli, bombe e libri: le periferie resistono. VIDEO

02 ott 2021

Resistere in periferia. Siamo nella scugnizzeria di Scampia, dove Rosario Esposito La Rossa è il primo libraio ed editore, o meglio, si definisce ironicamente uno spacciatore di libri. Ha trasformato in passione civile il dolore di aver perso un cugino, vittima innocente della camorra, Antonio Landieri. Fa progetti con i ragazzi e ormai riesce a pubblicare, con la sua Marotta&Cafiero, autori come Stephen King, Daniel Pennac, Don DeLillo, e ora è nato il polo del libro. "Nessuno ci credeva a un progetto del genere, ovvero quello di creare un polo industriale all'interno dell'area nord di Napoli, dove si possono ormai produrre i nomi di grande fama internazionale come Daniel Pennac, Stephen King, Don DeLillo. Noi giovani imprenditori di quest'area ci siamo messi insieme e abbiamo deciso di creare un'economia circolare locale, facendo un po' quello che avevano fatto in altre parti d'Europa, mi piace pensare a Berlino Est, e oggi produciamo libri a Km 0, libri ecologici, libri che vengono prodotti nella stessa area dove prima si stringevano alleanze criminali". Vicino c'è la legatoria, libri a Km 0 e totalmente ecosostenibili. Arriviamo mentre la famiglia che la gestisce sta ultimando la rilegatura di "Guappo" di Raffaele la Capria. "Facciamo un grosso studio di ricerca, possiamo dire di essere un laboratorio, aperto anche 24 ore su 24, per l'utilizzo di materiali ecosostenibili. Alcune carte costituite da fibre di bambù oppure da fibre di cotone, che sono quindi totalmente riciclabili e non vengono da legno, dagli alberi". Dai libri alle bombe, Ponticelli, periferia est. Pochi giorni fa di nuovo un ordigno tra le case, nella faida di camorra che sembrava sopita dopo gli arresti. Qui c'è un comitato di cittadini e associazioni impegnate nel sociale, che si sta mobilitando da mesi. "Questa bomba ci ricorda che la grande azione delle forze dell'ordine che c'è stata in risposta a quelle bombe, non è bastata e c'è bisogno di un'azione continuativa da parte loro, che c'è, ma anche soprattutto una risposta da parte delle istituzioni di prossimità". Il prefetto di Napoli, Marco Valentini, nel suo ultimo discorso prima di lasciare l'incarico, rivolge un pensiero a chi lavora in queste realtà. "Penso che Napoli sia la prima città d'Italia per queste esperienze bellissime. Ho avuto anche personalmente rapporti molto stretti. In tutte queste strutture ho portato i ringraziamenti dello Stato, perché lo Stato, non ho remore a dirlo, negli ultimi anni ha fatto qualche passo indietro nelle politiche sociali. A Napoli non ci si possono permettere passi indietro nelle politiche sociali, perché su queste politiche ci si gioca il futuro".

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