Napoli, lo studio: vaccino anti covid in pillole

07 mag 2021

E se in futuro bastasse una pillola per immunizzarsi contro il Covid, che usi come "lettori" cioè come "messaggeri" i batteri buoni che abbiamo nell'intestino, è la domanda alla quale sta cercando di rispondere una società napoletana, la NextBiomics, spin- off dell'Università Federico II di Napoli, che ha depositato domanda di brevetto per un innovativo vaccino batterico contro Covid-19, che si somministra per via orale e stimola il sistema immune dell'intestino per produrre anticorpi. "Non tutti i batteri sono cattivi, questo è un probiotico, è un batterio amico, che è un batterio che porta un nome che ricorda la prima guerra mondiale, E.Coli Nissle 1917, abbiamo trasferito quelle che sono le informazioni genetiche della proteina Spike, sulla parete del batterio, e posso illustrarglielo qui, quindi il batterio, contiene una sequenza che ricorda la proteina Spike e quindi abbiamo ottenuto un prodotto diverso gli altri che è pronto per l'assunzione per via orale". Il vaccino si differenzia in questo modo da tutti gli altri scoperti fino a ora. "I risultati sono stati veramente incoraggianti, noi abbiamo somministrato per bocca in maniera così ciclica i topini, gli abbiamo dato il nostro batterio per cinque giorni a settimana, quindi lasciandoli liberi durante il fine settimana, per un totale di 17 settimane. Abbiamo visto che già dopo le prime due settimane dall'assunzione cominciavano ad essere prodotti degli anticorpi e questi poi via via, cominciavano ad aumentare quindi fino a garantire quello che in medicina si definisce un plateau, un livello costante di anticorpi". I dati preclinici sono incoraggianti, con una buona risposta immunitaria e nessun evento avverso riscontrato. Ovviamente si tratta solo di un inizio, anche se promettente, anche in previsione del fatto che, in base agli studi epidemiologici che sono stati fatti, è probabile che servano diversi richiami di vaccino nel tempo. "L'idea di avere un prodotto che può essere autosomministrato per bocca dal paziente, ecco ci faceva immaginare che fosse una strada in qualche modo da percorrere, perché snellisce un po' tutta quella che è la procedura".

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