Napoli, clan Lo Russo impartiva ordini dal carcere

07 feb 2020

I capi del clan Lo Russo impartivano ordini dalle carceri attraverso i telefonini. Da Poggioreale, Terni, Lecce. Sono 35 i destinatari di misure cautelari che si definivano il gruppo di "abbasc Miano", cioè quelli di Miano bassa, il quartiere della periferia nord di Napoli che storicamente è il covo dei Lo Russo, ai quali il gruppo era legato organicamente. Passava dalle attività più tradizionali, per così dire, come il traffico di droga, le estorsioni e l'usura, alle frodi fiscali, reato che testimonia quanto fosse alta la capacità di penetrare nel tessuto economico e sociale del territorio. Una camorra spregiudicata e violenta. Basti pensare che uno dei destinatari delle misure non è stato poi arrestato perché è stato ucciso prima. L'inchiesta della Procura di Napoli con Carabinieri e DIA ha stanato il gruppo attraverso una complessa attività fatta di intercettazioni, collaboratori di giustizia, sequestro di numerosi pizzini, con minacce estorsive ad hoc a seconda delle vittime. In questa enorme mole di minacce solo in due casi ci sono state denunce.

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