Proteggere il mare, fondamentale fonte di ossigeno, per proteggere il clima e di conseguenza noi stessi. A questo è dedicato l'Ocean Climate Village, mostra interattiva itinerante che questa volta fa tappa a Napoli, nel Castel dell'Ovo. È realizzata dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO con il supporto di E-On, uno dei principali operatori energetici in Italia. Oltre a foto e video sugli effetti dei veleni nei nostri mari è possibile vedere, toccare e ascoltare gli effetti dell'acidificazione degli oceani grazie a sculture interattive. "Se queste condizioni variano, l'equilibrio tra il corallo e le microalghe viene modificato, spesso, purtroppo, fino a condizioni di non ritorno". È una mostra multisensoriale, studiata anche per le persone che non vedono. "Noi vogliamo creare una 'generazione oceano', ovvero non solo una generazione consapevole dell'importanza dell'oceano per il nostro pianeta ma, soprattutto, una generazione che vuole agire, essere in prima linea nell'affrontare le sfide globali. L'oceano regola il clima e quindi deve essere al centro dell'azione climatica, perché fino a questo momento ci ha aiutato a limitare gli impatti della crisi climatica ma sta comunque subendo davvero delle ferite che dobbiamo affrontare, prima fra tutti l'aumento del livello del mare ma anche, ad esempio, l'acidificazione dell'oceano che sta riducendo fortemente la sua biodiversità". È uno spazio di incontro e confronto tra esperti, con le nuove generazioni e con le scuole, nell'ambito di tante iniziative concrete portate avanti proprio con bambini e ragazzi. "Concretamente noi, per esempio, partecipiamo nella riforestazione della poseidonia. La poseidonia è una pianta molto importante per l'ecosistema del mare, un ecosistema sostenibile. Questa pianta per gli animali, per i pesci, è molto importante. E anche, allo stesso tempo, è importante per ridurre la CO2".























