Napoli, Parco del Vesuvio deturpato dai rifiuti

11 feb 2020

Il Vesuvio è uno dei simboli di Napoli nel mondo, un bene da tutelare. Il Parco nazionale del Vesuvio esiste dal 1995, ma la zona è afflitta da molti problemi, tra i quali sversamenti abusivi di ogni tipo, da anni, che continuano nonostante annunci e provvedimenti. Con un gruppo di volontari siamo andati a scoprire dove la bellezza è deturpata dalla mano dell'uomo. “In questo paesaggio, che dovrebbe essere incontaminato, in realtà ritroviamo ogni sorta di rifiuto, che può andare da quello più pericoloso, l'amianto, a scarti di edilizia a scarti di opifici, quindi rifiuti tessili. Vediamo scarti di autofficine, oli esausti, quindi taniche. Probabilmente vengono a operare ladri d'auto per smontare e prendere pezzi di carrozzeria. È una zona franca, dove ognuno può venire a sversare ciò che peggio può”. Ma questo spettacolo si ripete in tantissimi luoghi; vere e proprie discariche abusive. Qui, per esempio, fare escursioni sarebbe molto interessante, perché si può vedere una testimonianza della colata lavica del Vesuvio del 1906, ma guardate com'è ridotta l'area. “Noi periodicamente facciamo delle ricognizioni del territorio e avvisiamo le autorità competenti dei nuovi sversamenti che troviamo. Dalla parte dove sono state installate le telecamere da parte dell'Ente Parco nazionale non noto più gli sversamenti che avvenivano una volta. Cosa contraria invece su questa parte del territorio, dove gli sversamenti continuano ad avvenire. Sono oltre 10 anni che assisto a sversamenti di ogni genere”. Da tempo vanno avanti esposti e denunce; ultimamente anche una relazione alla Corte europea dei diritti dell'uomo, che include il Parco del Vesuvio. “Noi, da qualche anno a questa parte, utilizziamo l'applicazione TrashOut, che è un'applicazione che funziona a livello internazionale sulla mappatura dei rifiuti. Ognuno può utilizzarla. Abbiamo inviato i dati alla Corte europea dei diritti dell'uomo proprio per far comprendere il problema dello smaltimento illegale dei rifiuti e per denunciare che è un problema sistemico, e che persone purtroppo, a causa di questo problema, molti si stanno ammalando”.

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