Natale, esercenti preoccupati per incertezza delle regole

17 dic 2020

Questi sono i prenotati per il giorno di Natale. Dove andranno a mangiare questi? A casa. Ma bisognerà pur avvertirli, che dice lei? Natale dai ristoratori era visto come la possibilità di prendere una boccata d'ossigeno. Ma ormai gli esercenti si predispongono a dover rinunciare anche a questa finestra. Quindi spero solo di saperlo subito. E se dobbiamo chiudere spero di avere un risarcimento. Roma via Cola di Rienzo, una delle strade dello shopping nel centro della capitale, non c'è folla dello scorso fine settimana e gli esercizi commerciali, addobbati per le festività, cercano di attirare clienti con sconti insoliti per il periodo, ma perlopiù restano vuoti. La fila si vede solamente fuori dai negozi di gioielleria. Stiamo dando una guardata ultima proprio per poi scegliere veramente. I controlli per la strada sono discreti, l'indicazione del capo della polizia Gabrielli è intensificarli nel fine settimana, soprattutto nelle stazioni e comunque evitare il ripetersi della folla in strada dello scorso fine settimana. Senta, che ne pensa degli assembramenti che ci sono stati nei giorni scorsi anche in centro a Roma? Tutto il male possibile, no? Dopo mesi difficili, dovere rimanere chiusi anche per Natale viene visto come un sacrificio sì, ma che si può affrontare se può servire a qualcosa. Se è per pochi giorni, va bene, per tanti giorni sarebbe una catastrofe. E anche le persone in strada perlopiù sono d'accordo sulla stretta di fine anno. Sono giuste ma non ne possiamo più. Siamo stanchi. Io ritengo sia corretto, sia corretto perché sta andando via un'intera generazione dei nostri nonni, persone che hanno fondato e creato un Paese. Più misure ci sono meglio è, forse ne veniamo fuori prima, forse.

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