Natale sulla neve, il governo frena

23 nov 2020

Abbiamo già pensato a questo sacrificio per il ponte dell'Immacolata, in prospettiva, ovviamente, l'apertura sul 18 di dicembre credo che potrebbe essere un giusto compromesso. La neve deve ancora arrivare, ma il ponte dell'Immacolata è ormai alle porte e anche a Cortina d'Ampezzo sull'apertura degli impianti sciistici regna sovrana l'incertezza, la conferenza delle regioni ha approvato un documento che prevede un pacchetto di regole da seguire sulle piste, mascherine obbligatorie, presenza ridotta del 50% su funivie cabinovie e tetto massimo per gli ski pass giornalieri. Ma nel Governo per il momento sembra prevalere la linea rigorista, nessuna apertura se la situazione dei contagi non sarà sotto controllo. Perdere il Natale significherebbe il 30% di fatturato in meno, danno che andrebbe a sommarsi alle perdite dovute alla mancanza di stranieri. Il governo indichi una data chiedono albergatori e operatori di Cortina. Una stagione così dove non avremmo neanche gli stranieri si stimava una perdita il 50%, se non dovessimo avere il Natale sicuramente andremmo verso il 70 %. Noi adesso abbiamo un 60% di camere prenotate, il problema sono il fine ferie dopo il 6 di gennaio, fino ai mondiali di vedere cosa succederà. L'economia della montagna è in pericolo da una parte, la necessità di contrastare la seconda ondata della pandemia dall'altra. In attesa delle decisioni Cortina d'Ampezzo comunque si prepara al Natale e ai grandi eventi del 2021. Alle sue spalle c'è un count down, mancano 76 giorni ai mondiali di sci, che cosa possiamo dire, dobbiamo aspettarci cosa, questi mondiali si faranno, non si faranno, come si faranno? Che si facciano questo è sicuro e bisogna vedere un attimino per quanto riguarda ovviamente il gli ospiti, diciamo il discorso, ovviamente, dell'affluenza e dei possibili spettatori.

pubblicità