Next Generation, start up a confronto post Covid

15 ott 2020

Dare delle proposte concrete su cosa oggi esiste in Italia di progettualità virtuose e come queste progettualità possono diventare dei punti strategici su cui indirizzare i fondi del next generation recovery fund. Due giorni di dibattiti, proposte e innovazioni a confronto al Talent Garden di via Ostiense a Roma per riflettere su come investire nel fondo del cosiddetto recovery fund che spetteranno all'Italia. Tre i settori sui quali puntare. Scuola, tecnologia legata ai prodotti alimentari, formazione, patrimonio culturale. Quello che ci ha costretto a fare il Covid in questo periodo che stiamo vivendo, ci dà l'opportunità di uscire dalla dinamica meramente di conservazione di quello che abbiamo per andare invece su una trasformazione per valorizzarlo, per farlo usare da tutto il mondo anche da remoto. Oltre 200 partecipanti tra esponenti politici, startup, imprese ed esperti per scrivere 10 proposte attuabili, grazie al ricorso ai 209 miliardi di fondi europei. Già da un anno siamo al lavoro per migliorare lo stato di digitalizzazione del nostro Paese. Il grado di innovazione all'interno del nostro Paese. Oggi si sta intanto lavorando sulla realtà immersiva e tante di queste proposte sono proprio finalizzate ad accrescere questa tecnologia. La scuola indubbiamente è uno dei terreni di maggiore sperimentazione. Marco de Rossi, che ha partecipato all'evento via skype, racconta l'esperienza della sua startup a cui accedono milioni di studenti e 200000 insegnanti. Cosa rimane del digitale, il digitale aiuta tantissimo anche quando si è presenza. Quindi il modello che propone WeSchool, approvato dal Ministero, è quello della didattica integrata in cui contatto umano e tecnologia sono unite sia in casa che in classe, per avere una didattica veramente coinvolgente.

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