Niki Lauda, il dolore di Maranello

21 mag 2019

Le luci del museo Ferrari di Maranello sono adesso solo per lui, per il suo casco arancione e per la sua monoposto costruita dall'ingegner Mauro Forghieri. “Carattere ne aveva persino troppo, voglio dire, era un uomo che aveva un carattere costruito con intelligenza, che l'ha aiutato in tutti i momenti difficili della sua vita. Niki era, a differenza di quanto molti pensavano fosse, che dicevano che non era simpatico, eccetera, era un uomo che aveva una grande umanità”. Un campione, Niki Lauda, che, come ha ricordato lui stesso, ha imparato più dalle sconfitte che dalle vittorie che ha saputo, fuor di metafora, far ripartire il suo cuore e respingerlo ancora dopo solo 42 giorni dall'incidente, oltre 300 chilometri orari. E' questo il momento dei saluti e dei ricordi. Ho guardato la sua auto dentro, mi è piaciuto rivederlo, com'era felice, come l'Italia era felice quando lui vinceva. Un grande campione. Lo conosco essenzialmente di fama come grande mito che ogni tanto compariva durante i gran premi di Formula 1, però sono arrivato tardi per guardare le sue gare, sì. Un pezzo della Ferrari che se ne va. E' stata comunque una storia d'amore quella tra Lauda e il Cavallino, seppur con qualche momento drammatico. Oggi, qui a Maranello, le bandiere non possono che essere a mezza asta . Su Twitter il cordoglio della scuderia al giorno triste per la Formula 1. “Resterai per sempre nei cuori nostri e in quelli dei tifosi. Ciao Niki”.

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