No green pass, allerta massima dopo scontro Roma

12 ott 2021

La minaccia è quella di alzare il livello dello scontro i prossimi giorni, con il Green pass, da venerdì, obbligatorio anche per recarsi al lavoro saranno un banco di prova. Il livello di allerta è già alto in vista delle proteste annunciate contro la certificazione verde. Soprattutto guardando all'evento più atteso e forse anche più temuto dagli apparati di sicurezza: il G20, che si terra' a Roma a fine mese. La linea d' intervento questa volta è già tracciata dal Viminale, limitare al massimo la concessione delle autorizzazioni a manifestare impedendo i cortei e lasciato soltanto la possibilità di sit-in organizzati in luoghi distanti dalle sedi istituzionali che dovranno essere protette con presidi fissi e blindati come fossero zone rosse. Le questure di mezza Italia in queste ore Infatti stanno ricevendo richieste di autorizzazione per manifestazioni contro il Green pass, il punto verrà fatto nelle prossime ore durante il comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza convocato al Viminale. Intanto la ministra dell'interno, Luciana Lamorgese, ha chiesto una ricostruzione, di tutti i passaggi, di quanto avvenuto sabato scorso a Roma per individuare le falle nel dispositivo di sicurezza che non è riuscito a impedire l'assalto alla sede della CGIL. Si guarda con attenzione un movimento composito e trasversale in cui forse, infiltrate, cercano di manipolare la galassia dei No vax col l'obiettivo di prendere la testa dei cortei e indirizzare la massa verso obiettivi precisi. Il primo raduno dei No Green pass che porta a tafferugli con la polizia nel centro della capitale risale al 27 luglio in Piazza del Popolo, poi di sabato in sabato, mentre sale la tensione si arriva al flop del 2 settembre quando in occasione dell'introduzione della certificazione verde obbligatoria sui treni un flash mob, che avrebbe dovuto bloccare la circolazione ferroviaria, vede una bassissima adesione. Il 9 settembre, a Milano, la Digos perquisisce 9 No Green pass che progettavano disordini con l'uso di armi al raduno No vax di Roma del 11 settembre. Intanto la procura di Torino emetteva un decreto di sequestro del canale Telegram "Basta dittatura" sul quale si progettavano azioni violente.

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