Omicidio a Roma, ucciso sotto casa detenuto in semilibertà

26 gen 2020

Sabato sera ore 23:30, zona Monte Sacro, periferia di Roma, un 45enne albanese viene freddato con quattro colpi di pistola. Uno al torace, uno alla testa fatale. La vittima, che era sottoposta a regime di semilibertà, era in permesso premio. Era andato a trovare la moglie in via Gabrio Casati. Ha salutato la famiglia, stava uscendo di casa per tornare in carcere a Rebibbia. A pochi passi dal portone, gli spari. La dinamica non lascia spazio ai dubbi. È stata un'esecuzione. Un omicidio a sangue freddo, premeditato. Il 118 arrivato poco dopo ha cercato inutilmente di rianimare l'uomo. Il corpo era a terra, accanto a un'auto parcheggiata. La vittima aveva precedenti penali, stava scontando una pena definitiva. Aveva scontato molti anni di carcere. La squadra mobile che sta indagando, sta cercando di capire perché è stato ucciso. Siamo al confine con il Tufello, una delle tante piazze di spaccio della Capitale in mano alla criminalità organizzata. Si cerca una banda di più persone che sarebbe fuggita immediatamente. Gli investigatori pensano ad una faida tra clan.

pubblicità