Omicidio Caccamo, i punti ancora da chiarire

31 gen 2021

Le cause e il luogo della morte, gli eventuali complici del delitto. Sono tanti i punti ancora da chiarire, ad una settimana dalla tragedia che ha sconvolto questo piccolo comune a 45 chilometri da Palermo. Sarà l'autopsia, il cui incarico verrà conferito lunedì, a stabilire come è morta Roberta Siragusa. I primi esami sul corpo della studentessa di 17 anni ritrovato in un dirupo vicino al Monte San Calogero, hanno evidenziato i segni di una profonda ferita alla testa. Il ritrovamento delle chiavi di casa di Roberta in questo terreno vicino al campo sportivo fa pensare che la ragazza possa essere stata uccisa qui e poi trasportata nel punto in cui è stata ritrovata domenica mattina, su segnalazione di Pietro Morreale, che ora si trova in carcere con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Davanti ai giudici il diciannovenne non parla, ma per i magistrati di Termini Imerese gli indizi a suo carico sono pesantissimi. Le versioni contraddittorie su quanto avvenuto quella notte, la morbosa gelosia si legge nell'ordinanza, che spaventava Roberta al punto da impedirle di lasciarlo. Le minacce, le violenze che andavano avanti da mesi. Si ripercorrono le ore di quella drammatica notte tra il 23 e il 24 gennaio, si cerca di capire cosa abbia fatto e con chi sia stato Pietro dall'ora del decesso tra l'1.00 e le 2.00 del mattino e perché si è passato tanto tempo prima che alle 9.00 si presentasse in caserma con il padre per indicare il punto in cui si trovava il cadavere. Intanto sui balconi, come sui social, appare la scritta "io sono Roberta", un lenzuolo bianco, iniziativa di alcune donne della cittadina per non dimenticare l'ennesima vittima di femminicidio e sensibilizzare contro la violenza sulle donne.

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