Omicidio Cerciello Rega, ergastolo per i due americani

06 mag 2021

"Elder Finnegan Lee e Gabriel Natale Hjorth, colpevoli dei reati loro ascritti in concorso, unificati sotto il vincolo della continuazione e condanna entrambi alla pena dell'ergastolo". Hjorth ascolta impietrito, Elder cede all'emozione ed appare sconvolto. La condanna per i due ventenni americani, responsabili dell'omicidio del Vicebrigadiere Mario Cerciello Rega e del ferimento del suo collega Andrea Varriale, è al massimo della pena. La Prima Corte di Assise di Roma, ha dunque accolto le richieste dell'accusa. La notte del 26 luglio del 2019, due militari dell'Arma, vengono brutalmente aggrediti. Fu Finnegan Lee Elder a colpire con 11 coltellate Cerciello, ma la responsabilità dell'omicidio per la Corte, è la stessa anche per Gabriel Natale Hjorth. Difficile però parlare di soddisfazione per la sentenza, secondo il legale della famiglia del Carabiniere ucciso. "Se c'è una famiglia che ha avuto una perdita dolorosa, qual è stata la morte del Brigadiere Cerciello, dall'altra ci sono delle famiglie che oggi piangono la perdita, diciamo così, di due ragazzi, ecco perché io non riesco a vedere vincitori e vinti". Per i legali degli imputati, la condanna all'ergastolo dei due ragazzi, è invece inaccettabile. "Credo che questa sentenza, rappresenti una vergogna per l'Italia e con dei giudici che non vogliono vedere quello che è accaduto durante il processo e durante le indagini". I genitori di Elder, cercano di avvicinarsi al figlio, quando questo viene portato via, lo salutano dicendogli di volergli bene. Lo zio di Hjorth, parla di sentenza ingiusta. "Cerchiamo malgrado tutto di avere giustizia, almeno il secondo grado, grazie". Per la vedova di Cerciello, scoppiata in un pianto a dirotto durante la lettura della sentenza, resta ancora il dolore della perdita. "È il frutto di un lungo e doloroso processo, che non mi riporterà Mario, non lo riporterà in vita e non ci ridarà la nostra vita insieme".

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