Omicidio Desirè, eccezioni della difesa, aggiornata udienza

04 dic 2019

“I nonni sono disperati. Non so se ha avuto modo di vedere, soprattutto la nonna che conviveva fino all'età di 12 anni con Desirée e anche con la mamma, quindi è stata come una una quarta figlia. Comunque, si fanno molta forza perché aspettano giustizia!” C'è Barbara, la mamma di Desirée Mariottini e con lei c'è tutta la famiglia alla prima udienza del processo sull'omicidio della sedicenne. Udienza aggiornata al 15 gennaio, sempre nell'aula bunker del carcere romano di Rebibbia, quando la Corte deciderà sulle eccezioni presentate dai legali dei quattro imputati: Salia Yusef, Gara Mamadou, Minthe Brian e Alinno Chima. Non ci sarebbero stati gli interpreti durante gli interrogatori di garanzia e di incidente probatorio ed il termine per presentare la documentazione relativa è stato fissato dalla Corte d'assise al 3 gennaio prossimo. “Sono questioni che sono già state trattate dall'udienza e decise nel corso dell'udienza preliminare. Si potrebbe eventualmente ipotizzare uno stralcio della posizione solo dell'imputato.” “Che l'ha sollevata.” “Che ha sollevato, esatto, l'eccezione.” Pesanti i capi d'imputazione, omicidio volontario pluriaggravato, violenza sessuale di gruppo e somministrazione di sostanze stupefacenti. Nella notte del 18 ottobre di un anno fa, all'interno di questa area fatiscente, viene dunque ritrovato il corpo di Desirée Mariottini, avvolto in una coperta, sopra un materasso sporco. Oggi sul cancello d'ingresso sbarrato restano foto, messaggi, cuori e la richiesta di giustizia. La sedicenne di Cisterna di Latina viene quindi lasciata morire qui dentro, dopo l'assunzione di sostanze stupefacenti e lo stupro di gruppo. “Questa famiglia, quando ho avuto contezza della situazione di disagio in cui viveva Desirée, si è attivata immediatamente, si è rivolta al Sert, si è rivolta ai servizi sociali, si è attirata effettivamente, ha chiesto aiuto. Poi, ovviamente, la situazione è precipitata perché dalla data della scoperta o della certezza di questa condizione obiettiva della ragazza alla morte sono decorsi pochissimi mesi.”.

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