Omicidio di Willy, accertamenti su beni dei fratelli Bianchi

18 set 2020

Le famiglie dei quattro indagati per la morte di Willy Monteiro Duarte, massacrato di botte a Colleferro, alle porte di Roma, partecipavano tutte al reddito di cittadinanza: quella di Mario Pincarelli, di Francesco Belleggia, ma soprattutto quella dei fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, accorsi sul luogo della rissa con un suv. I beni ad essere stati ostentati sui social dei due però vanno oltre le macchine. Moto, orologi, vacanze in barca. La loro famiglia vive in una villa, ma avrebbe comunque chiesto e ottenuto il sussidio. E la Finanza chiede il sequestro dei beni degli accusati dell'omicidio di Willy e di estendere lo stesso provvedimento a Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, anche loro arrestati per aver partecipato al pestaggio mortale. Al momento la Guardia di finanza di Colleferro sta verificando se anche i due fratelli percepissero in prima persona il sostegno statale. Massimiliano Pica, il loro legale, ha precisato che né Marco, né Gabriele Bianchi hanno mai avuto accesso al reddito. Lo hanno detto anche al Gip durante l'interrogatorio, in cui hanno ammesso di non sapere neppure di cosa si tratti. Per quel che riguarda il suv a bordo del quale sono stati visti arrivare la sera della morte di Willy, Alessandro Bianchi, fratello degli arrestati, ha più volte precisato come l'auto fosse sua e che valesse poche migliaia di euro. Gli inquirenti però non hanno ancora chiaro come i due Bianchi potessero vivere in quel modo, per questo stanno ottenendo gli esiti degli accertamenti patrimoniali disposti alla Guardia di finanza.

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