Omicidio discoteca, fatale un calcio al volto

05 set 2017

L’autopsia verrà effettuata al Policlinico Gemelli, non all’Istituto di Medicina legale della Sapienza. Il medico legale ha, infatti, chiesto che venga eseguita una TAC sul corpo di Giuseppe Galvagno, l’imprenditore di 49 anni ucciso a calci e pugni nel parcheggio della discoteca San Salvador nella notte tra sabato e domenica. Dall’esame del corpo arriverà la conferma del racconto dei tanti testimoni di quella notte, due in particolare, che hanno parlato di un calcio violentissimo in pieno volto sferrato da uno dei cinque buttafuori del locale alla fine del pestaggio. Galvagno era stato allontanato dal locale dopo una discussione con un altro cliente. La sua compagna l’aveva lasciato lì fuori in buone condizioni per andare a prendere la macchina, pochi minuti durante i quali la lite con i buttafuori sarebbe ripresa in maniera virulenta. Altri insulti, spintoni, poi le botte. Quando arriva quel calcio in faccia Galvagno è già a terra. Un vero colpo di grazia di cui dovrà rispondere il principale indiziato, uno dei cinque addetti alla sicurezza, per cui è già stata chiesta la convalida del fermo, che sarebbe stato indicato dai testimoni addirittura per nome. Ieri sera gli amici più stretti della vittima si sono ritrovati nel parcheggio della discoteca per lasciare un ricordo e recitare una preghiera sul luogo dell’aggressione e domani sera torneranno. I tanti che lo conoscevano come volontario o solo come compagno di serate stanno organizzando una fiaccolata in sua memoria ancora lì, davanti al San Salvador.

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