Confermare le condanne inflitte in primo grado per i quattro imputati. Nessun dubbio, nessuna esitazione, anzi il Procuratore Generale Francesco Mollace, nel corso della sua requisitoria al processo di appello per l'omicidio di Luca Sacchi, ripete più volte che lui avrebbe chiesto l'ergastolo ma oggi può soltanto chiedere che le condanne vengano confermate. 27 anni per Valerio Del Grosso che ha materialmente esploso il colpo di pistola, 25 anni ciascuno al complice Paolo Pirino e a Marcello De Propris che aveva consegnato l'arma del delitto, 3 anni per Anastasiya Kylemnyk. "Siamo estremamente soddisfatti perché, appunto, quello che ci premeva, al di là della pena, era che venisse confermato l'impianto accusatorio, e quindi nel non recepimento dell'accidentalità del colpo da parte di Del Grosso". Una storia semplice, la definisce il Procuratore, una storia di criminalità da strada. Ricostruisce il contesto, le piazze di spaccio di San Basilio, ricostruisce la tentata compravendita di droga, il ruolo di Giovanni Princi, amico di Luca, che in un procedimento abbreviato ha concordato 3 anni di carcere. Racconta quei 31 secondi in cui si consuma l'omicidio. "Tra tutti i discorsi che ha fatto, che ha preso anche un po' alla larga, però alla fine è stato molto esplicito, ha detto: qui, signori miei della Corte, c'è un cadavere ed è giusto che chi ha sparato paghi". Qui, chiude il Procuratore, non c'è nessuno che può immaginarsi spettatore rispetto al fatto, tutti sono pienamente responsabili, pure Anastasiya Kylemnyk, allora fidanzata di Luca, era pienamente cosciente di ciò che stava accadendo, di quello scambio, soldi per droga, mai avvenuto.























