Omicidio Piscitelli, il killer ripreso da una telecamera

10 ago 2019

Le indagini sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli, proseguono su più binari paralleli, a cominciare dalla registrazione di una telecamera che ha immortalato la fuga del killer mercoledì pomeriggio. Nei fotogrammi tagliati all'altezza del volto, ma comunque fondamentali, si vedono due uomini a bordo di una moto nei pressi di via Lemonia, nel quartiere Tuscolano. Ecco la prima indicazione. Il killer aveva una spalla. Dunque c'era un piano di fuga, un omicidio pianificato. L'assassino vestito da corsa si avvicina a Diabolik, punta la pistola e lo fredda con un colpo secco, un secondo colpo diretto alla guardia del corpo del leader degli irriducibili della curva nord va a vuoto. Poi il sicario riprende la corsa, poco dopo la telecamera lo immortala sul sedile posteriore di una moto che sfreccia a gran velocità. Gli inquirenti devono anche controllare i tre cellulari di Piscitelli. L'obiettivo è capire chi ha avuto contatti con lui il giorno dell'agguato e magari capire chi gli ha dato l'appuntamento trappola che gli è costato la vita. Qualcuno insomma, ha venduto Piscitelli ai suoi boia. Sono stati sentiti i testimoni di quella giornata, ma anche gli amici, la moglie e la sorella. Anche la guardia del corpo è stata ascoltata, un cubano corpulento, che era accanto a lui quando Piscitelli è stato ucciso. Al rumore dello sparo è scappato, non ha chiamato i soccorsi, ha preso l'auto ed è stato poi fermato dalle forze dell'ordine mentre vagava senza meta. Il quadro ricostruito nelle ultime ore, allontana l'ipotesi di una guerra criminale, è più probabile che si sia trattato di una resa dei conti con un gruppo non improvvisato, che potrebbe vedere coinvolta anche una banda di albanesi che starebbe cercando riprende il controllo dello spaccio di droga nel quartiere Tuscolano di Roma, storicamente gestito dalla malavita napoletana.

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