Omicidio Roma, papà Luca: mio figlio era ragazzo pulito

30 ott 2019

Noi non abbiamo mai detto che è immorale difendere Anastasia. Luca l'amava e in questa vicenda, fino a prova contraria, lei è parte offesa. L'avvocato Salice è il primo a parlare, e chiarisce questo punto fondamentale per la famiglia Sacchi. Poi dà la parola ad Alfonso, il papà; il suo dolore si legge negli occhi, la sofferenza palpabile. “Lo conoscevano tutti mio figlio qui intorno, in zona. Tutti lo conoscevano. Tutti quel bravo ragazzo che era. Se c'era da aiutare qualcuno, lo aiutava, e lui vedeva il mondo buono, gli occhi... le altre persone le vedeva tutte buone come lui. Io dicevo alle volte “Luca, stai attento, non ti fidare, stai attento anche a tuo fratello, controlla, vedi”. Era un ragazzo pulito”. Mio figlio non aveva bisogno di niente. Gli amici che frequentava erano tutte brave persone. “Questo Giovanni Princi lo conosceva da 5 – 6 mesi penso, ha cominciato a frequentarlo. Prima, però, ai tempi del liceo si erano persi. Si erano rincontrati per caso, per strada”. Che ci siano ancora alcuni punti da chiarire lo dicono gli stessi legali, quando il papà, commosso, non riesce più a parlare. Citando l'ordinanza di convalida, l'avvocato Salice dice “qualcuno mente”. Ed è proprio questo, anche questo, che vogliono capire gli inquirenti, che ora sono concentrati sui tabulati telefonici per capire quali comunicazioni siano intercorse tra Luca, Anastasia, i due killer e tutti i presenti quel mercoledì, mercoledì scorso, al pub. Sarà determinante poi risentire Anastasia, quando verrà convocata in Procura.

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