Omicidio Sacchi, i dubbi dopo l'interrogatorio di Anastasiya

05 dic 2019

Che fine hanno fatto i 70000 euro e di chi erano? In che modo è legata questa storia alla vicenda del bancomat di Luca, sparito e del quale il padre presenta denuncia quattro giorni dopo la morte del figlio? Se è vero che Anastasiya ha detto che lei non sapeva nulla dei 70000 euro contenuti nel suo zaino, ritrovato poi vuoto, perché decide di parlare solo dopo più di un mese? Questi sono solo alcuni dei misteri, forse più importanti, da svelare che ruotano attorno alla morte di Luca Sacchi. Dei soldi ne parlano Simone Piromalli e Valerio Rispoli, gli emissari di Paolo Pirino e Valerio Del Grosso, l'uomo che ha sparato. Quella sera le telecamere di sorveglianza li riprendono insieme a Giovanni Princi. Di questi soldi ne parla lo stesso killer con il suo datore di lavoro dopo l'omicidio di Luca. Anastasiya, l'unica a parlare davanti al Gip, non solo dice che lei di quei soldi non sapeva nulla, ma che insieme a Luca davanti a quel pub c'erano stati mille altre sere. Respingendo ogni accusa, lei scarica le responsabilità su Giovanni, l'amico del liceo. Ha dei precedenti per droga e non è nuovo di quel giro. Lui davanti al Gip si avvale della facoltà di non rispondere, così come il killer e gli altri due in carcere per concorso in omicidio. Tra le varie cose che Princi dovrà spiegare c'è anche il perché di quella fretta nello spostare l’auto di Anastasiya, invece di soccorrere l'amico morente subito dopo la sparatoria. E se una parte di quei soldi, che servivano per l'acquisto di 15 chili di marijuana, fosse stata nascosta altrove? Il legale di Princi, non appena possibile, tenterà il ricorso al riesame. Intanto le indagini proseguono, la fase istruttoria va avanti con l'analisi dei cellulari, in particolare di quello di Anastasiya e di quello di Giovanni, per cercare di scoprire quei messaggi e quei contatti criptati su Signal, per capire se c'è stato davvero un finanziatore e arrivare al fondo dei legami criminali di questa brutta storia.

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