Omicidio Sacchi, i misteri ancora irrisolti due mesi dopo

18 dic 2019

A giorni il riesame deciderà se Giovanni Princi, l'amico del liceo di Luca, indagato per tentato acquisto di droga, resterà in carcere a Regina Coeli e se Anastasia, la fidanzata di Luca che deve rispondere della stessa accusa, dovrà continuare a presentarsi in caserma per la firma, tre volte a settimana. Mentre si aspetta la decisione, emergono particolari agghiaccianti che riguardano entrambi. Qualche giorno dopo la morte di Luca, al supertestimone Marino Munoz, Giovanni aveva detto di voler passare la serata insieme, per soffrire la morte di Lucca. Al cugino di Alfonso Sacchi, lo stesso papà di Luca lo riferisce ai PM il 6 dicembre, dopo aver saputo della morte dell'amico dice: “Andiamoci a fare un panino e una birra, che ho fame” dettagli agghiaccianti, così come quell'atteggiamento quasi di complicità, colto da Concetta Galati, la mamma di Luca Sacchi, tra Giovanni e Anastasia in vacanza in un momento di assenza del figlio. Giovanni e Anastasia, entrambi legati a Luca, entrambi con lui quando è stato ucciso. Su Princi il papà di Luca non ha dubbi, lo usava come guardaspalle per farsi sicurezza. Su Anastasia i conti non tornano. Non solo il racconto di quella sera e il fatto che alla presenza di Munoz abbia detto “Tutto a posto” tornando vicino a Luca, mentre ai magistrati ha riferito poi di non sapere di avere 70.000 euro nello zaino. Ma anche l'astio nei confronti della famiglia Sacchi e i codici dell'home banking di Luca, che lei aveva e usava ma che al padre ha dato sbagliati. Poi c'è il bancomat sparito, di cui Alfonso Sacchi ha fatto denuncia, dopo la morte del figlio.

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