Operazione antimafia, a Palermo 20 arresti

13 ott 2020

Invece di piegarsi alle richieste dei mafiosi e alla famiglia di Borgo Vecchio, commercianti e imprenditori, dopo essere stati minacciati e danneggiati nelle loro attività si sono rivolti ai Carabinieri facendo nomi e cognomi di chi si presentava da loro per chiedere il pizzo. Preferendo così denunciare invece che pagare. Adesso venti persone sono state arrestate dai Carabinieri del Comando provinciale di Palermo su richiesta dei Magistrati della Dda. Devono rispondere a vario titolo, dei reati di associazione mafiosa, estorsione, traffico e spaccio di droga e tentato omicidio. Tra gli arrestati spicca il nome di Angelo Monti, storico reggente della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio. I boss, hanno accertato gli investigatori, anche dai domiciliari continuavano a gestire gli affari e anche le feste di piazza, con i cantanti neomelodici. Feste attraverso le quali raccoglievano soldi per le famiglie dei detenuti della Cosca. Ad uno dei cantanti, Nico Pandette le Forze dell'Ordine avevano impedito l'esibizione, perché i suoi testi erano dedicati ai mafiosi in carcere, ma per uno degli arrestati, la soluzione era semplice e ha dato anche un Consiglio al cantante. Fatti un tatuaggio per scriverti Giovanni Falconi e Paolo Borsellino e si risolvono i problemi. Dall'inchiesta è emerso anche che alcuni gruppi ultras del Palermo, erano controllati dalla famiglia, ma al momento è escluso un coinvolgimento della società.

pubblicità