Ospedale Buzzi, parte raccolta fondi per nuovi reparti

14 feb 2020

Bambini che sorridono vestiti da astronauti; gli occhi osservano lo spazio. Tutti sono felici. Una metafora, certo, ma è con l'intenzione di aiutare i piccoli a crescere e a realizzare i propri sogni che è stato creato questo spot. La missione da compiere è quella di sostenere l'ospedale dei bambini Vittore Buzzi, a Milano, uno degli 11 ospedali pediatrici presenti in Italia e uno dei più antichi, con i suoi cent'anni di storia. Il progetto parte dall'idea di costruire un nuovo grande padiglione, con oltre 10 mila metri quadrati destinati alla pediatria d'urgenza. “Il bambino ha diritto alle cure pediatriche, perché i bambini trattati in ospedali non pediatrici, soprattutto in terapia intensiva, hanno il 33% di possibilità in meno di sopravvivere. Il progetto è quello di dotarci sempre di più della migliore tecnologia per riuscire a rimuovere completamente le radiografie, che sono dannose”. Servono aiuti per realizzare i nuovi reparti. Al Museo della scienza e della tecnologia, dove il sogno di una missione fra le stelle può diventare realtà, è stato presentato il piano di un ospedale pediatrico all'avanguardia. “Noi abbiamo un rapporto di collaborazione che nasce da una convenzione che abbiamo firmato per sviluppare progetti insieme; è stato scelto questo come modello, diciamo, di interesse per i ragazzi. Il mondo dello spazio, il mondo della ricerca spaziale, l'avventura nello spazio”. La costruzione dei nuovi reparti è garantita grazie a un finanziamento istituzionale pubblico. Ciò che serve oggi è l'acquisto di tutte le strumentazioni diagnostiche e terapeutiche per allestire i diversi reparti. Per questo la Fondazione Buzzi ha lanciato una grande campagna: l'obiettivo è raccogliere 10 milioni di euro in tre anni. “Stiamo lavorando, appunto, per creare un grande ospedale dei bambini. Il padiglione nuovo sarà cinque piani su, due piani sotto, e avrà tante sale operatorie, rianimazioni nuove, pronto soccorso. Purtroppo la pediatria milanese in particolare si è frammentata in tanti pezzi. Ora i pezzi piano piano si stanno ricomponendo e faremo anche noi un grande ospedale dei bambini”.

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