Palermo, dopo il nubifragio si spala fango dalle case

17 lug 2020

Non avete più niente. No. Quelli sono i divani. Tutto, non c’è più niente, non abbiamo più casa. La casa è tutta lesionata dall'impatto violento dell'acqua. Ha rotto un vetro antimazza, cioè un vetro antimazza. Hanno perso tutto gli abitanti delle case di Baida, alle pendici della montagna che sovrasta Palermo, dove mercoledì un fiume d'acqua e fango ha ricoperto decine di villette. C'erano 3 macchine che si sono schiantate sopra un'altra macchina, un cassonetto giallo che non vedete che ha sfondato questo cancello e l'acqua, circa metà della carreggiata, entrava qui dentro a una potenza come se fosse scoppiata una diga. Quasi 2 metri d’acqua. Sì, dentro da noi 1 metro e 80 d'acqua è entrata. Una valanga che ha portato tutta Baida dentro le nostre case. L'acqua, acqua? Magari. C’era il fango a 1 metro e 70. La disperazione diventa rabbia, perché a 2 giorni dal violento nubifragio che ha colpito la zona Ovest della città ad aiutarli sono arrivati solo amici e familiari e se è scattata la solidarietà tra i vicini di casa le chiamate ai soccorritori, denunciano, sono state vane. Da due giorni potremmo essere morti e nessuno lo saprebbe, nessuno, perché abbiamo chiamato tutti e nessuno si è preoccupato o degnato di venire a vedere cosa abbiamo, anzi cosa non abbiamo più, perché abbiamo perso tutto. Ad impegnare vigili del fuoco e protezione civile un altro fronte, 5 chilometri più a valle, dove per 2 giorni e 2 notti hanno lavorato per aspirare l'acqua che nei sottopassaggi della circonvallazione, aveva raggiunto nella serata di mercoledì i 4 metri, travolgendo le auto e costringendo gli occupanti a fuggire a nuoto.

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